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C'è un equivoco diffuso: che fare un video con l'AI significhi scrivere una frase e ottenere uno spot. Se fosse così, non esisterebbe questo mestiere e i risultati non sarebbero distinguibili tra loro — mentre lo sono, moltissimo.

La generazione delle immagini è forse il venti per cento del lavoro. Ecco l'altro ottanta.

Le sei fasi

1. Il briefing: cosa deve ottenere il video

Prima di qualsiasi cosa creativa serve rispondere a tre domande: a chi parliamo, cosa deve capire, cosa deve fare dopo. Un video che piace ma non risponde a queste tre domande è un bel video inutile.

In questa fase raccolgo anche i riferimenti visivi. Non per copiarli, ma perché "voglio qualcosa di elegante" significa dieci cose diverse per dieci persone diverse. Due immagini valgono mezz'ora di descrizioni.

2. Il concept: l'idea prima della tecnica

Qui si decide cosa racconta il video e come. È la fase che determina il risultato più di ogni scelta tecnica successiva: nessuna qualità visiva salva un'idea debole.

Il concept ti arriva scritto, con la struttura scena per scena, prima che venga prodotto qualsiasi fotogramma. Se non ti convince, si cambia adesso — quando cambiare costa un'ora.

3. La sceneggiatura tecnica

Ogni scena viene descritta in dettaglio: inquadratura, movimento di camera, luce, durata, cosa succede. È il documento su cui si costruisce tutto il resto, e serve soprattutto a garantire una cosa: la coerenza.

La coerenza è la parte tecnicamente più difficile di una produzione in AI. Se un personaggio compare in cinque scene, in tutte e cinque deve avere lo stesso volto, gli stessi vestiti, la stessa luce. È qui che si separano i lavori professionali da quelli amatoriali — e la maggior parte di ciò che sembra "fatto con l'AI" fallisce esattamente su questo punto.

4. La produzione delle scene

È la fase che tutti immaginano come "l'AI che fa il video", e che nella realtà somiglia più a un lavoro di selezione. Per ogni scena si generano molte varianti e se ne sceglie una: quella con la luce giusta, il movimento credibile, l'espressione che funziona.

La percentuale di scarto è alta, ed è normale. Chi non scarta, consegna la prima cosa uscita — e si vede.

5. Montaggio, audio e colore

Qui il materiale grezzo diventa uno spot. È la fase più sottovalutata e quella che fa la differenza percepita:

6. Revisione e consegna

Un giro di modifiche è sempre incluso. Poi la consegna: tutti i formati necessari — verticale per Stories e Reels, quadrato per il feed, orizzontale per YouTube e sito. Un solo formato non basta mai, e riadattarlo dopo costa più che prevederlo prima.

Cosa serve da te

Il lavoro va meglio e più veloce se arrivi con queste cose:

  1. L'obiettivo del video — vendere un prodotto, farti conoscere, lanciare qualcosa. Non "un video bello".
  2. Il pubblico — a chi parla, con che linguaggio.
  3. Due o tre riferimenti visivi — anche di altri settori. Servono a fissare il tono.
  4. I materiali del brand — logo, colori, font, eventuali foto di prodotto.
  5. Chi approva — una persona sola che decide. È la variabile che accorcia di più i tempi.

Tre errori che rovinano il risultato

Partire dalla tecnica invece che dal messaggio. "Voglio un video AI" non è un obiettivo. "Voglio che chi vede questo capisca perché il mio prodotto costa più degli altri" lo è.

Riempire venti secondi di informazioni. Uno spot comunica una cosa sola. Se provi a dirne cinque, non ne arriva nessuna.

Trattare l'audio come un accessorio. È la metà dell'esperienza. Un video con immagini discrete e audio ottimo funziona meglio del contrario — sempre.

Se vuoi capire quanto dura tutto questo, ho scritto un articolo dedicato ai tempi di produzione fase per fase.

Domande frequenti

Serve che io fornisca già uno script?

No. Concept e sceneggiatura fanno parte del lavoro e li scrivo io. Se hai già un'idea o un testo, si parte da lì; se hai solo un obiettivo commerciale, si parte da quello.

Posso vedere qualcosa prima che il video sia finito?

Sì. Il concept scritto e la struttura scena per scena arrivano prima che venga prodotto qualsiasi fotogramma, proprio per poter cambiare direzione quando cambiare costa poco.

Quante modifiche posso chiedere?

Un giro di revisioni è sempre incluso nel preventivo. Le modifiche che cambiano il messaggio o la direzione creativa sono invece un progetto nuovo, e questo va chiarito prima di partire.

In quali formati ricevo il video?

In tutti quelli che servono ai tuoi canali: verticale 9:16 per Stories e Reels, quadrato 1:1 per il feed, orizzontale 16:9 per YouTube e sito. Sono inclusi, non un costo aggiuntivo.

Hai un'idea da trasformare in video?

Raccontami cosa vuoi comunicare e a chi. Ti rispondo entro 24 ore con una proposta concreta.

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